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L'ALTARE DI SANTA VITTORIA




Nell’anno 1700, l’attivissimo gruppo di Premia residente a Roma, ma parrocchiani di Baceno, guidato da Giuseppe Sartori di Albogno, chiese ed ottenne da papa Clemente XI alcune reliquie del corpo di S. Vittoria vergine e martire estratto il 5 gennaio 1702 dalle catacombe romane dette di Cyriaca o di S. Lorenzo, sulla via Tiburtina e di destinarle alla chiesa parrocchiale di Baceno. Le reliquie della santa martirizzata nell’anno 249 sotto l’imperatore Decio, furono traslate a Baceno il 10 agosto dello stesso anno.



Nel 1709 le reliquie della santa furono composte in una artistica urna decorata con lamine d’argento. Nel 1715, dopo abbattuto il muro perimetrale della quinta crociera, fu eretta la cappella in suo onore e nel 1718 fu posta in opera l'artistica grata in ferro battuto a protezione dell'urna  Nel 1794 fu concessa da papa Pio VI l'autorizzazione a celebrare la messa in onore di S. Vittoria nella quarta domenica del mese di luglio.

Nel 1902 l'urna fu aperta per una verifica delle reliquie contenute e nell'occasione si procedette ad una sistemazione delle stesse ricostruendo con cera il volto, le mani ed i piedi.

LA VITA DI SANTA VITTORIA
Martire del III secolo

La leggenda di Santa Vittoria, fanciulla romana vissuta - sembra - nel III secolo, è molto poetica e delicata. E prima di essere vicenda di una Santa e, come vedremo, di una Martire, è anche storia d'amore umano, che potrebbe quasi fornire la trama di un romanzo color di rosa.

   I protagonisti sono due coppie di amici: Vittoria e Anatolia, fanciulle cristiane, e Aureliano ed Eugenio, giovani pagani di nobili famiglie.
I due giovani conoscono le due fanciulle; nasce l'amore, e si annodano due fidanzamenti: quello di Eugenio con Vittoria e quello di Aureliano con Anatolia.
Ma ecco il colpo di scena: Anatolia rompe il fidanzamento. Non vuole sposare Aureliano; anzi, non vuole sposarsi affatto, attirata da una vita di maggiore perfezione, che soltanto lei, per ora, intravede.
   Aureliano, deluso, cerca con tutti i mezzi di riconquistare l'amore della bella fanciulla. Ma Anatolia lo sfugge. È ricca, e pensa che il giovane più che lei, desideri le sue ricchezze. Forse, se fosse povera, anche il suo amore svanirebbe. Perciò la ragazza cristiana si priva di ogni sua ricchezza, donando tutto ai poveri. Ma Aureliano ama proprio lei, non i suoi beni. Chiede aiuto all'amico Eugenio, affinché convinca la fidanzata restìa. Eugenio ricorre a Vittoria: è cristiana anche lei, e saprà trovare le parole adatte per far breccia nel cuore della bella compagna di fede, per spiegarle che il matrimonio non è né peccato né vergogna, ma un Sacramento, con il quale la Chiesa non soltanto approva, ma addirittura santifica l'amore umano.
   Anatolia sa già tutto questo. Lo sa benissimo. Ma sa anche che c'è una perfezione ancor maggiore di quella del matrimonio, ed è quella di chi dedica la propria vita a Dio, mistico sposo, e il proprio amore al prossimo, mistica prole.
Accade così che invece di convincere Anatolia a sposarsi, Vittoria viene convinta da lei a seguirla nella sua vocazione. Anche lei perciò si spoglia di ogni ricchezza, anche lei rompe il fidanzamento, anche lei rifiuta il matrimonio.
   I due innamorati delusi a questo punto passano alle vie di fatto. Rapiscono le due fanciulle e le portano nelle loro tenute di campagna, in Sabina. Non riescono però, ad ottenere con la forza ciò che il loro onesto affetto non è riuscito ad avere.
A questo punto la storia d'amore scivola nel favoloso, con carceri oscure, draghi, serpenti, e strepitosi miracoli operati dalle due caste fanciulle. C'è però da notare un particolare, abbastanza insolito in simili narrazioni, tutte un po' simili ' e quasi fatte a stampo.
Non sono infatti i due ex-fidanzati a diventare persecutori e carnefici delle due fanciulle cristiane. Si convertono anche loro, e poco ci manca che diventino Santi.

   Quanto a Vittoria e ad Anatolia, sarà la persecuzione di Decio, qualche anno dopo, a mettere nelle loro mani la palma del martirio.

(Tratto da: Bargellini, "Mille santi del giorno", Vallecchi Editore, 1988, 7ª ed.)



LE FESTE IN ONORE DI S. VITTORIA

S. Vittoria si festeggia in date diverse:

-
il 23 dicembre, festa non solenne, con celebrazione Eucaristica all'altare dedicato alla Santa;

-
la quarta domenica di luglio, in modo solenne. (per concessione di papa Pio VI 1794) [vedi sopra]
processione con la reliquia,
partecipazione della Banda Musicale di Bacaeno,
venerazione della reliquia.

-
Ogni 25 anni, in occasione dell'anno Giubilare, è prevista la solenne processione per le vie del paese con l'urna della santa

PREGHIERA A SANTA VITTORIA
(compatrona della comunità con S. Gaudenzio)

O gloriosa santa Vittoria vergine e martire,
che educata alla fortezza della fede
hai preferito perdere la vita
piuttosto che venir meno al tuo Divin Sposo Gesù,
degnati di infondere nelle nostre anime
quel coraggio tanto necessario
per camminare costantemente nella via che conduce al Cielo,
dove, superata ogni avversità,
possiamo pervenire sicuri a godere
e benedire il Signore nella celeste patria. Amen

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